Il curioso caso di Benjamin Button

Il curioso caso di Benjamin Button è arrivato nelle sale nostrane con all’attivo già 13 nomination all’Oscar, sono andata a vederlo ieri sera.

Il film segue le vicende di Benjamin Button, che nasce alla fine della I Guerra Mondiale, piccolo come un infante ma anziano e malato come un ottantenne. Respinto con disgusto da suo padre, dopo che sua madre è morta per darlo alla luce, viene adottato da una donna di colore, responsabile di una casa di riposo a New Orleans. Il corpo di Benjamin acquista vigore crescendo, ma per quanto invertito il percorso esistenziale di Button non sarà dissimile da quello di chiunque altro, aggravato da una diversità che lo spingerà per sempre ai margini della società. Unica sua vera consolazione: la grande fiamma della sua vita, Daisy, che riuscirà ad amare solo quando, per corpo ed età, sarà “normalmente” compatibile con lei.

Benjamin Button discute di temi che riguardano noi tutti con un protagonista che non può assomigliare a nessuno di noi e al quale nessuno vorrebbe assomigliare: se si premesse il pedale dell’assurdo e del grottesco, non sarebbe un problema. Così, con una bella ricostruzione d’epoca, la tecnica diligente, un’onesta interpretazione di Pitt però in corso di sopravvalutazione (e una grande Blanchett al contrario ignorata dalla pioggia di nomination), Il curioso caso di Benjamin Button preferisce assestarsi solo su un “curioso” approccio a situazioni e personaggi classicamente rassicuranti.

~ di Claudia Ellis su 19 Febbraio 2009.

Una Risposta to “Il curioso caso di Benjamin Button”

  1. anche io penso che la Blanchett era la migliore

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