Al Padre
Scrivo a te, che non vedo da anni.
Ti scrivo per farmi sapere che ho passato molti anni di latitanza emotiva che mi sono auto-inflitta, sempre presa da mille altre cose per non soffermarmi a pensare, a te, a mio padre che se ne è andato quando io non avevo ancora un’età, un padre che è tornato e sparito, un padre che si scriveva tale, in lettere chilometriche e un po’ melodrammatiche, un padre che non era tale per volere, più che per costrizione altrui, perché una figura paterna non può volere risolvere i tuoi “problemi” tramite lettera….( soprattutto considerando come funzionano le Poste in Italia )
Un padre che se ne è andato da prima mentalmente, geograficamente, fisicamente e poi… un non padre.
Ho avuto momenti di difficoltà, attimi che tuttora attraversano la mia strada, istanti che hanno cambiato radicalmente il rapporto che io ho con il genere maschile, lampi di vita non vissuta…per paura che qualcun’ altro se ne andasse…che non mi volesse.

E chi dice il contrario è falso con se stesso, certe decisioni cambiano la vita, anche se non sono tue disposizioni, e fanno presto a dire che si va avanti, certo, ma solo perché indietro non si può….
Claudia Vittoria – http://claudiavittoria.wordpress.com
Vivo la condizione di padre che vive separato dai propri figli. Li vedo cinque giorni su sette nel corso della settimana; sono con me a week end alterni; trascorro con loro tante ore ma non così tante come una volta. Mi rendo conto, leggendo te, che un giorno anche io potrei correre il rischio di esser giudicato un NON PADRE. Faccio e farò di tutto perché ciò non accada. Quanto al tuo post, invita alla riflessione. Ciao.
Sono stata profondamente comossa da quello che hai scritto. Il padre e’ una figura tanto importante nella vita della ragazza. E la sua assenza e’ dolorosa.