Fotografia d’Interni

The Hunting Party

Maggio 9, 2008 · No Comments

E’ uscito il 30 aprile2008 il film “the Hunting party” interpretato da attori del calibro di Richard Gere ( Pretty Woman, Ufficiale Gentiluomo ) , Terrence Howard (Goodbye Mr. Holland, Crash - Contatto fisico ) e Diane Kruger (Troy, l’età barbarica )è quasi passato totalmente in sordina forse per l’argomento che trattava,ossia, la guerra e i ricercati di guerra.

La Trama

Il reporter Simon Hunt (Richard Gere ) e il cameraman Duck (Terrence Howard ) hanno lavorato nelle zone di guerra più calde, dalla Bosnia all’Iraq, dalla Somalia a El Salvador. Insieme sono scampati alle pallottole, hanno portato a termine reportage sensazionali e collezionato Emmy. Poi la svolta drammatica: durante una diretta televisiva da un paese bosniaco, Simon ha un crollo psicologico. In seguito all’accaduto, Duck viene promosso, mentre Simon sparisce dalla circolazione. Cinque anni dopo, il cameraman ritorna a Sarajevo con Benjamin ( Jesse Eisenberg qualcuno lo ricorderà forse in “The village”), reporter alle prime armi, in occasione del quinto anniversario della fine della guerra. Come un fantasma del passato, Simon rientra in scena, con la promessa di un’esclusiva mondiale: sa dove si può trovare il criminale più ricercato in Bosnia, “la Volpe”. Armati esclusivamente di informazioni dubbie, Simon, Duck e Benjamin si imbarcano in una pericolosa avventura che li porterà nel ventre buio di un territorio ostile. Lo scoop di una vita… ma riusciranno a portare a casa la pelle per raccontarlo?

Quello che ho visto

Il reporter Simon Hunt è un giornalista d’assalto, ha visto e commentato molte guerre, durante queste battaglie di missili e parole si innamora di una ragazza serba, lei ha lunghi capelli neri e chicchi di caffè al posto degli occhi, hanno una relazione che porterà alla gravidanza di lei, lui non vorrebbe andarsene, ma deve, con la promessa ( flash back ) che non la lascerà mai, lei quindi decide di tornare a Polje, suo pese natale, sempre all’interno della Serbia, in modo da poter partorire e crescere questo bambino nell’attesa che lui ritorni, la guerra purtroppo non ha rispetto di nessuno e nello spostarsi arriva fino a Polje, inevitabile epilogo di morte, stupri e massacri.

Hunt viene assoldato dall’ente televisivo per un’ulteriore recensione dell’accaduto, sa che deve andare al paese dove lei vive, la scena dei reporter sul camion che corre sullo sterrato per arrivare prima alle tragedia di quella gente, si vede il volto di questi uomini che stanno per raccontare una tragedia, una verità che solo loro ricorderanno, poiché poi il filmato verrà preso e modificato a piacimento dal Network.

Una volta arrivati e scesi i cameraman appoggiano la telecamera sulla spalla e cominciano a filmare, Hunt va a cercarla e la trova, a terra in una pozza di sangue, la testa rivolta a destra, le hanno sparato 5 colpi alla pancia, poco lontano da loro due miliziani che ridono dividendosi il bottino di guerra, alzando la testa dal corpo della donna Hunt, vede la Volpe, il criminale più ricercato in Bosnia, si alza in piedi e barcollante cerca di raggiungerlo, le guardie armate alzano i fucile, la Volpe fa segno di avvicinarsi, è un suicidio/omicidio, Duck suo cameraman e amico lo ferma, ma è troppo tardi Hunt è distrutto e durante la diretta da fuori di testa.

Passano gli anni e se uno, Duck, viene promosso a lavoro, Hunt sparisce all’interno di innumerevoli guerre e reportage che non lo portano da nessuna parte, fino al quinto anniversario della fine della guerra dove i due si rincontrano.

Da li la storia parla di tutti gli espedienti che sono stati usati dai giornalisti per arrivare alla Volpe, per poter vendicare la giovane donna, la domanda che si pone è come dei semplici giornalisti sono arrivati a questo criminale in due giorni, mentre l’Onu non riusciva da mesi, forse anni.

A fine pellicola escono queste parole, “ ci sono ancora due criminali di guerra molto pericolosi tra la Bosnia e la Serbia, non sono mai stati presi, uno di questi ha scritto due libri e prodotto un’opera teatrale, forse, se l’ONU si occupasse di Teatro…o forse, è troppo occupato a “cercare” Osama Bin Laden.

 

Categories: Claudia pensiero
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