ARIETE
21.03-20.04
Le mosse azzardate potrebbero farvi mangiare gli zebedei fino all’ombelico: occhio. Anche alle manovre della gente sporca. Giove vi fa comunque realizzare progetti superbi di lavoro, Venere porta l’amore e Marte fornicazioni marine, alpestri, rupestri. Oltre che cittadine ovviamente. Vigilate sull’economia, specie da lunedì.
TORO
21.04-20.05
Nel lavoro brillerete. Perché saprete mixare esperienza e innovazione. E se siete a spasso potreste trovare un impiego. Fra giovedì e sabato, però, accechereste volentieri con due dita negli occhi chi vi avverserà: tenete a cuccia il Freddy Krueger che c’è in voi. L’economia ansima. Anche voi ansimerete, per ragioni di altro genere: ottimo…
GEMELLI
21.05-21.06
Nella sostanza va tutto bene. Ma certe cose (nel lavoro e/o nel privato) non assumono la concretezza che voi vorreste. Per quella occorre aspettare ancora qualche mese. Nel weekend, comunque, vi ci vorrà una carriola di un metro per un metro per trasportare i vostri zebedei: che noia. Sport e sex fanno però bene ai muscoli, tutti.
CANCRO
22.06-22.07
Da lunedì le cose miglioreranno. Niente ire, dunque, men che meno martedì: vi tagliereste gli zebedei come un’etichetta di camicia. Gli amici vi incentivano, il lavoro decollissima, l’economia si ripiglia. Solo l’amore si sfigoammoscia. L’anatomia tutta, però, è turgida. E diplomatica, disponibile a instaurare rapporti bilaterali…
LEONE
23.07-23.08
Ambizioni elevate si realizzano, grazie anche alla (p)resa del vostro fascino. Certo, l’economia is a little sfighed, ma l’amore addolcisce il peso welter che alberga in voi. Da lunedì potreste però diventar piacevoli come una dermatite coccigea: non lamentatevi. E non esponetevi con dichiarazioni dettate più dall’ormone che dal senno.
VERGINE
24.08-22.09
La speranza è un’ottima colazione, ma una pessima cena. Ergo, alzate i glutei belli e muovetevi: scongiurerete l’inerzia uraniana e agevolerete il lavoro di Marte che, da lunedì, promette affermazionissime lavorative e fornicatorie multigusto. Un viaggio eccita, la vostra tendenza a gratinare gli zebedei altrui si attenua. Meno male…
BILANCIA
23.09-22.10
Il vostro umore terrorizzerà la gente. Smettetela. Bevete qualche sorso di esorcista liquido. E non fate le vittime: i nemici sono solo nella vostra testa. Per quanto, se siete di settembre, qualche sinistro osservatore dei vostri glutei ci sia realmente, pronto a mirarvi e fregarvi. Occhio. Lavoro avarognolo, fornicazione scarsa e riarsa.
SCORPIONE
23.10-22.11
Il lavoro è una partita da palle lunghe. Nel senso che occorre guardare lontano. Oddio, anche nel senso che ve le fa cadere giù in Tasmania. Specie venerdì. Ma voi sopporterete. E, come diceva Trilussa, vi accorgerete che spesso la felicità è una piccola cosa. Ma l’amor sfigopenzola. E l’ormone è schizzinoso: com’è ’sta storia?
SAGITTARIO
23.11-21.12
Lavoro, affari e amore godono di favorissimi astrali, il fisico diventa sodo al punto che sui vostri glutei si potranno schiacciare le noci. Urca. Ci sta che fra sabato e lunedì qualcuno vi poti gli zebedei come fossero azalee. Ma in ogni dì della settimana gli ormoni sembreranno annaffiati con Crescita Miracolosa: che fioriture suine…
CAPRICORNO
22.12-20.01
Si è maldestri, se non si fanno le cose con convinzione: impegnatevi e verrete premiati. L’amore, però, sembra fin(i)to. Forse perché partner, prede e pretendenti non riservano più sorprese belle. E quelle brutte le hanno già tutte proposte in un vasto campionario. Da lunedì, comunque, il sudombelico diverrà (più) solare ed espansivo.
ACQUARIO
21.01-19.02
Sbrigate gli impegni più faticosi prima di lunedì: poi Marte potrebbe intralciarvi e rendervi docili come i coguari con le fistole. La fortuna, comunque, v’avvolge (nel lavoro e in amore) come una pancera. Di quest’ultima potreste però aver bisogno per il girovita, ciambelliforme… Ormone technocreativo: siete sempre avanti.
PESCI
20.02-20.03
Fino a domenica prevarrà una certa indolenza. Più fisica che mentale, però. Da lunedì guizzi marziani punteggeranno invece la quotidianità di occasioni suinomondane e profferte lavorative da considerare seriamente. Screzi e gelosie sono presto dimenticati, voi disinserite il lagnoso automatico, la faccia di glutei si rivela muy utile…
In quel momento apparve la volpe.
“Buon giorno”, disse la volpe.
“Buon giorno”, rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
“Sono qui”, disse la voce, “sotto al melo….”
“Chi sei?” domandò il piccolo principe, ” sei molto carino…”
“Sono la volpe”, disse la volpe.
” Vieni a giocare con me”, disse la volpe, “non sono addomesticata”.
“Ah! scusa “, fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
” Che cosa vuol dire addomesticare?”
” Non sei di queste parti, tu”, disse la volpe” che cosa cerchi?”
” Cerco gli uomini”, disse il piccolo principe.
” Che cosa vuol dire addomesticare?”
” Gli uomini” disse la volpe” hanno dei fucili e cacciano. E’ molto noioso!
Allevano anche delle galline. E’ il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?”
“No”, disse il piccolo principe. ” Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?”
” E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…”
” Creare dei legami?”
” Certo”, disse la volpe. ” Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.”
” Comincio a capire”, disse il piccolo principe. ” C’è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…”
“E’ possibile”, disse la volpe “capita di tutto sulla terra…”
“Oh! Non è sulla terra”, disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:
” Su un altro pianeta?”
” Sì”
” Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?”
” No”
” Questo mi interessa! E delle galline?”
” No”
” Non c’è niente di perfetto”, sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:
” La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita,
sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in
fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai
addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…”
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
” Per favore …..addomesticami”, disse.
” Volentieri”, rispose il piccolo principe, ” ma non ho molto tempo, però.
Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose”.
” Non si conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe.” gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”
” Che bisogna fare?” domandò il piccolo principe.
” Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe.
” In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino….”
Il piccolo principe ritornò l’indomani.
” Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la volpe.
” Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti”.
” Che cos’è un rito?” disse il piccolo principe.
” Anche questa è una cosa da tempo dimenticata”, disse la volpe.
” E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore. C’è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io
mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza”.
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l’ora della partenza fu vicina:
“Ah!” disse la volpe, “…Piangerò”.
” La colpa è tua”, disse il piccolo principe, “Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…”
” E’ vero”, disse la volpe.
” Ma piangerai!” disse il piccolo principe.
” E’ certo”, disse la volpe.
” Ma allora che ci guadagni?”
” Ci guadagno”, disse la volpe, ” il colore del grano”.
soggiunse:
” Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo”.
“Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto”.
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
“Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente” , disse.
” Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.
Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo”.
E le rose erano a disagio.
” Voi siete belle, ma siete vuote”, disse ancora. ” Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei
che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato
lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa” E ritornò dalla volpe.
” Addio”, disse.
“Addio”, disse la volpe. “Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.
” L’essenziale è invisibile agli occhi”, ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
” E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”.
“E’ il tempo che ho perduto per la mia rosa…” sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
” Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…”
” Io sono responsabile della mia rosa….” Ripetè il piccolo principe per ricordarselo.
se guardiamo lo stesso cielo, credo che un motivo ci sia,
se le nostre lacrime sono acqua e sale e i nostri visi arrossiscono al contatto dei nostri sguardi,
ora tu dimmi se la lontananza è un rimedio o una prova da superare,
se le mie mani non ti possono più toccare,
che senso ha sentire il tasti di questo pianoforte,
che non assomiglia tuo corpo e non mi da il tuo respiro,
ma un lento susseguirsi di note che rappresentano la notte che sto attraversando,
senza te.
Guarda in silenzio questo danzare nudo di stelle,
svuota la tua mente,
sii egoista e impenetrabile, amati,
non pensare più a nessuno, niente bene, niente male,
spogliati di quell’ipocrisia che ti si è accomodata sulle spalle,
e di quegl’anni che tutti si aspettano,
prova a vivere di me,
senti la paura e l’eccitamento,
chiamami con un altro nome ma vivi al mio pari.
ClaudiaVittoria